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Impianti. Le richieste delle imprese impiantistiche al nuovo governo

Dopo due mesi di trattative il nuovo Governo sembra prendere corpo e non sono pochi i problemi di cui il mondo della installazione di impianti attende la soluzione. La filiera impiantistica negli ultimi anni ha accresciuto il proprio peso all’interno delle costruzioni assorbendo una quantità sempre...

Dopo due mesi di trattative il nuovo Governo sembra prendere corpo e non sono pochi i problemi di cui il mondo della installazione di impianti attende la soluzione.

La filiera impiantistica negli ultimi anni ha accresciuto il proprio peso all’interno delle costruzioni assorbendo una quantità sempre maggiore delle risorse destinate all’edilizia. E’ un trend che fa prevedere una notevole crescita dell’impiantistica nei prossimi anni e che fa stimare un incremento del 15% della spesa impiantistica negli edifici per il periodo 2009-2018.

E’ del tutto evidente che un settore con questi numeri e naturalmente vocato all’innovazione in quanto la componente tecnologica ha acquisito un ruolo crescente all’interno delle opere edili e infrastrutturali – afferma Carmine Battipaglia, Presidente di CNA Installazione Impianti -  necessita di maggiore attenzione da parte  delle istituzioni. Sarebbe pertanto un segnale forte di attenzione nei confronti del nostro settore la costituzione di un tavolo permanente di consultazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico di tutti gli stakeholder del settore impiantistico”.

L’elenco dei provvedimenti che andrebbero presi, in primis una completa riforma del DM 37/08 che preveda un sistema nazionale di verifica degli impianti al servizio degli edifici, ora mancante, ed una complessiva riconsiderazione del sistema di “abilitazione” dei Responsabili Tecnici, per consentire al comparto di continuare a crescere ha come priorità la messa a norma degli impianti.

In Italia abbiamo attivi più di 30 milioni di impianti termici (oltre il 60% autonomo), 19 milioni di impianti di raffrescamento, oltre 24 milioni di impianti elettrici (il 92% con potenza inferiore ai 3 kW) e 12 milioni di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria; di tutti questi impianti la grande maggioranza non è a norma e non ha la dichiarazione di conformità: “E’ pertanto necessario – prosegue Battipaglia - un provvedimento legislativo che obblighi i responsabili degli impianti, domestici e non, in un periodo di tempo medio a metterli a norma prevedendo sanzioni per chi non si adegua”.

Buona parte di questi impianti sono inoltre obsoleti e di conseguenza carenti dal punto di vista della efficienza e della sicurezza (ad es. 6 milioni di centralini da appartamento non hanno in dotazione l’ interruttore differenziale). Va di conseguenza previsto un provvedimento che metta “fuori mercato” questi impianti ed obblighi chi ne è responsabile (proprietari dell’appartamento o dell’edificio, affittuari) a sostituirli.

Inoltre, secondo la Statistica Nazionale sugli incidenti da gas combustibili elaborata dal Comitato Italiano del Gas, nel 2017 il numero di episodi registrati è aumentato, prevalentemente per cause legate alla non idoneità o alla carenza di manutenzione degli impianti: “Riservare l’acquisto di apparecchiature e sistemi termici ai soli operatori abilitati ai sensi del DM 37/08 – propone il Presidente degli impiantisti CNA -  contribuirebbe in maniera rilevante alla riduzione degli incidenti nonché del fenomeno del lavoro nero e dell’evasione fiscale causato da operatori abusivi e non abilitati a cui il consumatore finale a volte si rivolge  per ottenere effimeri risparmi economici.

 

Un problema da sempre segnalato da CNA Installazione Impianti è poi la soluzione del problema del cosiddetto “post-contatore”. Quel che ha sostanzialmente impedito lo sviluppo della concorrenza nei mercati energetici è infatti la mancata attuazione di una effettiva separazione tra i soggetti che svolgono contestualmente più attività della filiera energetica”. Tale situazione ha negli anni fortemente penalizzato la concorrenza anche in un settore strettamente legato al mercato energetico, ovvero quello dei servizi post-contatore. Gli operatori che gestiscono monopoli tecnici, quali la distribuzione e la misura, detengono infatti elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energetica, emarginando dal mercato le imprese concorrenti, in particolar modo quelle artigiane e di piccola dimensione: “E’ pertanto necessario e non più rinviabile – afferma con forza Battipaglia -  prevedere l’obbligo di separazione proprietaria tra i soggetti che gestiscono le infrastrutture strategiche e gli operatori che operano a monte ed a valle del mercato, nonché nei servizi post-contatore”.

 

Altro aspetto sul quale CNA Installazione Impianti insiste da tempo è quello della introduzione del fascicolo di fabbricato e dell’obbligatorietà, come già per quello termico, di un libretto di impianti elettrico ed elettronico. L’istituzione del fascicolo di fabbricato, di un documento, cioè, che contenga i dati  della struttura e degli impianti di un edificio è divenuta un atto obbligato; conoscere la storia tecnica dei fabbricati nei quali abitiamo o lavoriamo non può più essere considerato un mero esercizio accademico che interessa pochi esperti ed addetti ai lavori, ma una vera e propria necessità che riguarda tutti i cittadini.

“Fascicolo di fabbricato e libretto di impianto elettrico e termico –conclude Battipaglia -  sono pertanto ormai delle necessità ineludibili, e non più rinviabili, se si vuole seriamente pensare ad una politica della sicurezza e dell’efficienza energetica del nostro patrimonio immobiliare che sino ad ora è colpevolmente mancata”.